UNGHERIA SI RITIRA DALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
Il primo ministro Viktor Orbán incontra in una visita di stato in Ungheria il primo ministro Benjamin Netanyahu che ha un mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale.
In concomitanza con la visita del primo ministro ungherese Budapest annuncia il ritiro dell’Ungheria dalla Corte Penale Internazionale, come riferito dal capo di gabinetto del primo ministro Viktor Orbán, Gergely Gulyás, riporta Reuters.
Il governo avvierà oggi la procedura di ritiro, in conformità con il quadro giuridico costituzionale e internazionale”, ha detto Gulyás.
La misura è stata annunciata poco dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha un mandato di arresto della CPI, è arrivato in Ungheria in visita di Stato. Netanyahu è stato invitato a Budapest nel novembre dello scorso anno, un giorno dopo l’emissione del mandato di arresto contro di lui. L’invito era ovviamente la risposta ungherese all’emissione del mandato di cattura nei confronti del primo ministro israeliano.
Infatti Orbán, ben visto in molti settori, purtroppo anche di sinistra, perché amico della Russia, ha definito l’ordine della CPI qualcosa di “scandaloso sfacciato” e “cinico”, riporta AP. “Questa decisione disonora la giustizia internazionale equiparando i leader di un paese attaccato da un atroce attacco terroristico ai leader dell’organizzazione terroristica responsabile”, ha affermato a novembre il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, aggiungendo che il suo paese sostiene fermamente Israele e condanna qualsiasi tentativo di politicizzare le istituzioni internazionali.
La CPI sta indagando su possibili atti di genocidio di Israele nella sua offensiva contro la Striscia di Gaza, iniziata nell’ottobre 2023 dopo l’attacco terroristico di Hamas. Lo scorso 21 novembre, il tribunale ha emesso mandati d’arresto contro Netanyahu e contro l’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant.
Purtroppo diversi paesi hanno annunciato che non adempiranno al mandato nel caso in cui uno dei due politici entri nel loro territorio, come la posizione di Germania, Argentina o Polonia.
La decisione di Orbán di invitare il primo ministro israeliano in Ungheria in una visita di stato non ha provocato reazioni di nota nei governi europei come invece aveva fatto la visita di Putin in Mongolia l’anno scorso. In quell’occasione tutti si erano mobilitati per fare pressione sul governo mongolo affinché mettesse in atto il mandato di cattura che il presidente russo ha sulla testa. Ma si sa che i buoni abitano a Tel Aviv mentre i cattivi a Mosca, che Israele lotta per la sua autodifesa, mentre la Russia ha invaso il paese campione di democrazia e diritti umani.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info